venerdì 12 dicembre 2008


LA STELLA CHE NON C'E'
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La poetica di questi tempi è merce rara su di una pellicola. Ed ancor più rari sono i film poetici che riescono ad evitare la noia, le atmosfere eternamente sospese ed il manierismo di genere.
In questo film c'è equilibrio, con un Castellitto perso in un paese, la Cina, forse tra i più sbalorditivi oggigiorno, che il regista, Gianni Amelio, ci fa scoprire nei suoi meandri più nascosti al pubblico occidentale. Niente pagode o templi da turista, ma periferie industriali, fiumi nascoste da valli e nebbia. Persino le realtà cittadine vengono mostrate nel loro intimo. Dall'altro lato la ragazza che lo accompagna nel suo viaggio, la giovane e simpatica Tai Ling, che con la sua loquacità, il suo accento e le sue espressioni ci diverte ed emoziona.
Manca solo un pò di storia; la trama che tiene in piedi il film è un pretesto fiebile e poco credibile, ma per fortuna non pesa e passa in secondo piano, persino nel finale, sempre grazie a qualcuno che evidentemente dietro la macchina ci sa stare.
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VOTO: 8++

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